android open source

Android il sistema operativo open source

Da molti anni sul mercato degli smartphone i sistemi operativi più diffusi sono due, iOS di Apple e l’Android di Google, per completezza va citato anche il più recente Widows Mobile di Microsoft che però è ancora ben lungi dal successo dei fratellini più grandi. Entrambi sistemi operativi molto validi sono il cervello ed il cuore pulsante di quasi ogni smartphon in commercio attualmente ed oggi vi parleremo di Android nello specifico, il sistema operativo open source più dinamico che ci sia.

Intanto bisogna chiarire cosa si intende con Open Source. Android è basato sul kernel di Linux, uno dei più famosi sistemi operativi per pc della storia. Il successo di Linux è dovuto proprio al suo codice sorgente che viene messo a disposizione di tutti gli utenti che possono quindi intervenire fisicamente sul sistema operativo, modificandolo e creando programmi, senza infrangere alcuna legge di copyright.

Android funziona più o meno allo stesso modo, questo ha portato ad uno sviluppo massivo di applicazioni più o meno utili per la piattaforma mobile, che oggi potete trovare su Play Store, e ad un conseguente enorme successo di Android per essere riuscito ad avvicinarsi notevolmente ad ogni tipo di bisogno degli utenti.

Il Play Store di Google ad oggi conta milioni di applicazioni ed è probabilmente il più variegato sul mercato, senza contare che Android facendo parte del colosso Google, può interagire facilmente con Gmail, Youtube e tutti gli altri siti che fanno parte della cerchia della multinazionale americana.

Il sistema operativo open source di Android ha subito notevoli aggiornamenti e migliorie nel corso degli anni, e ad ogni versione del software gli sviluppatori hanno attribuito il nome di un dolce: la versione 1.5 prese il nome Cupcake che venne seguita dalla versione 1.6 Donut, la 2.1 venne chiamata Eclair, la 2.2 Froyo, la 2.3 Gingerbread, la 3.0 Honeycomb, la 4.0 Ice Cream Sandwich, la 4.1 Jelly Bean, la 4.4 Kit Kat in seguito ad un accordo con la Nestlé, c’è poi la 5.0, col nome Lollipop.

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