mmorpg

I mmorpg un fenomeno di massa in continuo aumento

I videogames, seppur nelle loro forme più semplici, esistono già dagli anni ’60. L’evoluzione tecnologica, la diffusione dei personal computer ma soprattutto la nascita di internet hanno portato il comparto videoludico su un altro piano evolutivo, che ad oggi conta migliaia di titoli che possono essere giocati da più giocatori contemporaneamente online. Oggi parleremo di un genere specifico, padre del gioco online, i mmorpg ( massive multiplayer online roleplay game) o giochi di ruolo di massa online.

Parlando con termini meno complessi, si tratta di videogiochi studiati appositamente per essere giocati in cooperativa con altri utenti che magari abitano dall’altra parte del mondo, in tempo reale grazie ad internet che ormai è presente in quasi tutte le nostre case in una forma o nell’altra.

Capostipite di questo genere è da molti considerato lo storico Ultima Online, una simulazione fantasy di un mondo creato, gestito e raccontato interamente dai player. Molti nostalgici, quando si parla di mmorpg infatti, usano quest’ ultimo come termine di paragone anche per giochi più recenti.

Negli anni il modo di giocare però è cambiano, in meglio o in peggio è soggettivo, complice anche la diffusione su larga scala del gioco online in generale che ha portato gli sviluppatori a tentare di inglobare più tipologie di player possibile nei propri titoli. Questo ha portato i mmorpg dal genere di nicchia che erano a diventare un vero e proprio fenomeno globale.

Fra i più amati della storia non si possono non citare Everquest e World of Warcraft, probabilmente i più giocati che resistono tutt’ora all’assalto della concorrenza anche di titoli tecnologicamente e graficamente più moderni.

Per molti videogiocatori i mmorpg sono diventati un rifugio in cui essere se stessi o quello che si vorrebbe essere ma che non sempre la vita reale ci consente di diventare. Alcuni li criticano, altri non possono farne a meno, ma sta di fatto che sono un fenomeno destinato ad evolvere ancora e ancora.

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